Michela, possiamo chiederti come è nata la tua passione per gli animali e quando questa passione è diventata una missione?
“Sono nata e vissuta in mezzo agli animali. Io non posso ricordarlo, ma mi hanno riferito che ho imparato a camminare appoggiandomi ad uno degli schnauzer giganti che i miei avevano in casa, una femmina di nome Gary. L’impegno vero e proprio risale alla prima adolescenza. Avevo 13-14 anni quando Incontrai il fondatore della Lega antivivisezionista, Kim Buti, di cui ricorre quest’anno il centenario. Lui mi aprì gli occhi sulle crudeltà che l’uomo, per diverse ragioni, può compiere a danno degli altri esseri viventi. Così fondai nella mia provincia una sezione della sua organizzazione. Uno dei miei primi salvataggi fu un maialino destinato a diventare porchetta”.

Come fai a dividerti tra il tuo impegno parlamentare che ti costringe a vivere per lunghi periodi lontana da casa? E chi cura i tuoi amici a quattro zampe quando sei fuori sede?
“Con tre figli e tanti animali in effetti allontanarsi è un problema. Ma quando devo assentarmi faccio sempre in modo che qualcuno si occupi degli animali di casa. Abbandonati non sono mai”.
Tu sei la paladina della lotta alla crudeltà nei confronti degli animali, con proposte di legge per punire duramente chi si rende colpevole di tali atrocità. Possiamo chiederti secondo te cosa spinga una persona, a volte anche ragazzi o ragazze molto giovani, a provare piacere nell’infliggere dolore o anche uccidere? Possono le (giuste) pene da sole sradicare questo triste fenomeno?
“Fatico a comprenderne i motivi, non sono una psicologa, forse la radice di tutto è un ego che si crede e vuole sperimentarsi come onnipotente. Di sicuro la violenza sugli animali è legata alla violenza interpersonale ed è spesso spia di più gravi condotte future. Già nel 1970, profilando alcuni serial killer, il Federal Bureau of Investigation (l’FBI) aveva riconosciuto questo legame (link). Inasprire le pene è un obiettivo essenziale, per cui mi batto da anni e che è più vicino da quando la commissione Giustizia della Camera ha avviato l’esame della mia pdl AC30, ma è evidente che occorre anche un cambiamento culturale, a partire dalle famiglie e dalle scuole”.

Oltre alla piaga della crudeltà nei confronti degli animali, degli abbandoni, in Italia ci sono molti canili o gattili in cui le condizioni di igiene, la malnutrizione e gli spazi inadeguati costringono gli animali a vivere in un lager. Cosa può fare la politica a questo proposito?
“Sono e resto convinta che la nostra legge sugli animali d’affezione, la 281 del 1991, sia ottima. Dice bene che cosa devono fare Regioni, Comuni, Asl e proprietari di cani e gatti. Il problema è che, a più di trent’anni dal varo, resta inapplicata. I controlli sui canili, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, sono insufficienti. Tra le ragioni di ottimismo c’è la progressiva implementazione del SINAC, il Sistema informativo Nazionale degli Animali da Compagnia, che per la prima volta consentirà di identificare e registrare i nostri amici animali aumentando la capacità di governance del sistema. Grazie al SINAC sarà possibile non solo erogare con la necessaria adeguatezza i servizi che i cittadini richiedono, ma anche raccogliere importanti indicatori statistici sul benessere degli animali d’affezione anche nei canili. Ed agire di conseguenza”.
Ora una domanda “scomoda”, (forse) politicamente scorretta: cosa pensi della caccia? Quanto è difficile all’interno della tua stessa maggioranza, affrontare questo tema?
“Della caccia penso tutto il male possibile. Fosse per me, questa pratica anacronistica e dannosa per le persone e per la biodiversità non esisterebbe neppure, sarebbe vietata. Alla maggioranza degli italiani la caccia e i cacciatori non piacciono, come dicono, da anni, i sondaggi. Piacciono invece ai politici, non solo di centrodestra, ma anche di centrosinistra (chiedere, per esempio, al Pd toscano), che credono, compiacendo doppiette e armaioli, di ricavare facili consensi. I cacciatori erano circa 1,7 milioni nel 1980, ora si stima che siano meno di 500 mila. Tutto fa pensare, per varie ragioni, non ultimi i fattori culturali e demografici (la maggior parte dei praticanti ha più di 65 anni), che tale numero sia destinato a ridursi ulteriormente. Dovrebbero prenderne nota senza indugio quanti corteggiano questa lobby sempre meno rappresentativa, la cui base si assottiglia da un anno all’altro. Non sarebbe più saggio, ed elettoralmente più pagante, condividere le preoccupazioni della maggior parte della popolazione italiana sulla conservazione del nostro patrimonio naturale e sulla sicurezza nei boschi e nelle campagne durante le stagioni venatorie? Lo chiedo innanzitutto al centrodestra, che oggi governa il Paese, e a tutti Governatori delle Regioni, di ogni colore”.

Infine una domanda molto intima: credi che esista un Paradiso per i nostri amici a quattro zampe? Li ritroveremo un giorno?
“Voglio dare credito alla speranza e dico di sì: li ritroveremo”.
E se dovessimo chiederti cosa ti sta più a cuore lo ritieni, parlaci di ciò che ti sta più a cuore in questo momento?
“Allora continueremo a parlare di animali: loro mi stanno sempre a cuore. Vorrei proprio riuscire a far approvare la proposta di legge che aggrava le pene per chi uccide o maltratta gli animali: sarebbe un magnifico successo”.

