CINOFILIA: PRONTA NUOVA BOZZA DEL DECRETO SINAC MA LA DIREZIONE GENERALE DELLA SANITÀ SCAVALCA BEN DUE MINISTERI

CINOFILIA: PRONTA NUOVA BOZZA DEL DECRETO SINAC MA LA DIREZIONE GENERALE DELLA SANITÀ SCAVALCA BEN DUE MINISTERI

Quando il fine non è la tutela del benessere animale e la lotta al commercio illegale ma, evidentemente, la difesa di interessi di parte. E l’ENCI dov’é?

Roma, 12 dicembre 2025
“Un Ministero che decide per tutti, quello della Salute, entrando a gamba tesa sulle competenze di ben altri due Ministeri: MASAF e MEF. É questo l’inquietante scenario che emerge dalla nuova bozza del Decreto SINAC contenente le modalità tecniche e operative per l’implementazione del Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia, una banca dati nazionale da far confluire poi in un sistema europeo di tracciamento”.
La denuncia arriva dall’Associazione nazionale Gruppo Allevatori Cinofili (GAC), associazione di categoria degli allevatori di cani di razza, che ha già inviato una PEC, con richiesta di un incontro urgente, alla Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco, diretta dal Dott. Giovanni Filippini e al sottosegretario con delega alla salute animale On. Marcello Gemmato . Nella missiva il GAC sottolinea la “discutibile consuetudine di non coinvolgere i portatori di interesse”, cioè gli allevatori, nonché la presenza di una serie di incongruenze e addirittura di affermazioni che trovano smentita nelle dichiarazioni rese dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) alla stessa Associazione riguardo ad un chiarimento interpretativo richiesto dal GAC sulla Legge n. 349/1993 (Norme in materia di attività cinotecnica), proprio sui presupposti per l’esercizio dell’attività allevatoriale.

In tale occasione – ricorda il presidente dell’Associazione degli allevatori, Attilio Presta – il MASAF aveva chiarito in modo inequivocabile che “l’allevatore che non potrà essere considerato imprenditore agricolo, assumerà la qualifica di imprenditore commerciale ai sensi dell’art. 2195 cod. civ. oppure di semplice allevatore amatoriale (se non svolga attività economiche) ”. La nuova bozza, invece – rileva Presta – sancisce che “sono registrati come ‘amatoriali’ gli allevatori che non sono equiparati ad imprese agricole…”. Quindi in pieno contrasto con quanto stabilito dal MASAF ed entrando anche nelle specifiche competenze del Ministero dell’Economia, e del fisco. “L’attività di allevamento – spiega ancora Presta – è infatti una attività d’impresa perché immette cuccioli sul mercato. Diversamente è un hobby, ma l’hobbista non vende cuccioli e non fa cucciolate ogni anno”.

Ma non basta. “L’assurdità più grave – denuncia Presta – sta non solo nell’aver voluto distinguere una attività di allevamento tra amatoriale ed ordinaria ma di averlo fatto sulla base della detenzione di “femmine intere in età riproduttiva” evidenziando che il problema non è sanitario e di biocontenimento (nel qual caso perché conteggiare le sole femmine e non anche i maschi?) ma esclusivamente ideologico, alimentato da preconcetti e da spinte lobbistiche per contrastare l’attività di chi alleva cani di razza”. “Ecco perché – conclude il Presidente del GAC – ci chiediamo e vogliamo sapere che ruolo abbia avuto in tutto questo l’ENCI, che sulla carta dovrebbe agire su interesse e su mandato da una parte degli allevatori e dall’altra del MASAF, e che cosa intenda fare per evitare un ulteriore aggravamento del già ingestibile caos normativo in materia”. Al sottosegretario Gemmato, l’Associazione ha sottolineato, in particolare, come i contenuti della bozza siano in “evidente contrasto” con le dichiarazioni da lui rese a margine della seduta del Coreper sul nuovo Regolamento Europeo in materia di benessere animale, dallo stesso definito come una “risposta concreta alla richiesta dei cittadini di rafforzare la tutela dei pet”.

Mail: gruppoallevatoricinofili@outlook.com

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