La storia
Ciro ha 10 mesi, un bel carattere e 87 chili di peso. La sua “colpa” è proprio questa: tra non molto arriverà a pesare quasi un quintale, cioè 100 chili. Troppo per i meccanismi dell’ascensore? Secondo i condomini, si. Per questo il mastino inglese extralarge si vede “chiudere” la porta dell’ascensore. Nel vero senso della parola. Il condominio in cui vive impone alla padrona il divieto di portarlo in ascensore, costringendo entrambi a fare cinque piani di scale a piedi. Ma la padrona di Ciro non si arrende e ricorre alle associazioni animaliste per trovare una soluzione alla vicenda. Anche perché, dice, “l’ascensore viene pulito e profumato ad ogni uso”.
Risultato: le parti hanno trovato un accordo conciliativo (come è sempre opportuno fare in casi di questo tipo!), sul presupposto che Ciro non supera i 250 chili, peso massimo tenuto dall’ascensore, e che imporre l’obbligo allo stesso cane di salire/scendere cinque piani può cagionagli un danno fisico, come dichiarato dal suo veterinario con tanto di certificato medico. Per Ciro, dunque, la storia ha esito positivo. Tutto è bene ciò che finisce bene.
La normativa / la legge
Anzitutto si osserva che la vita condominiale è principalmente regolata da alcuni articoli del Codice Civile (artt. 1117 e seguenti Cod. Civ.), nonché da consuetudini.
Questa regolamentazione è periodicamente oggetto di interpretazione da parte della giurisprudenza, il cui orientamento ha spesso delle ripercussioni importanti ed incisive sull’applicazione del regolamento condominiale.
Nella fattispecie, è bene osservare che l’assemblea condominiale può legittimamente deliberare decisioni che vanno a incidere sulle modalità di utilizzo e gestione delle cose comuni: quindi, ad esempio, per ragioni igieniche o di convivenza il regolamento potrebbe vietare di portare animali in ascensore oppure obbligare i proprietari a fargli mettere la museruola o adottare altre cautele. L’orientamento prevalente della giurisprudenza è infatti quello di ritenere legittime limitazioni in tal senso, in quanto l’assemblea può decidere in merito al miglior utilizzo delle cose comuni alla luce di motivazioni igienico sanitarie, sicurezza, convivenza o altri interessi della vita comune. La maggioranza che dovrà essere adottata perché una delibera di questo tipo sia legittima non deve quindi essere unanime.
Risulta opportuno osservare che l’associazione interpellata si è riservata di valutare una denuncia per maltrattamento di animali nei confronti del condominio, nel caso di permanenza del divieto imposto alla padrona di Ciro. Infatti, grazie a un certificato del medico veterinario, è possibile dimostrare che il mastino extra large non può sopportare il percorso quotidiano di cinque piani di scale con conseguenze gravi sulla sua salute. Il reato di maltrattamento di animali di cui all’art. 544 ter C.P., introdotto dalla Legge n. 189/2004, prevede la sussistenza dell’ipotesi criminosa nel momento il cui l’animale è sottoposto, per crudeltà o senza necessità, a sevizie, comportamenti o fatiche incompatibili con le sue caratteristiche etologiche. Ciò premesso, la presente fattispecie potrebbe integrare il delitto di maltrattamento di animali, salvo che il condominio dimostri la sussistenza di motivazioni igienico sanitarie ovvero di sicurezza che giustificano il divieto di portare il cane in ascensore e, quindi, la presenza di una necessità.
Che fare?
Se il cane non è pericoloso per l’incolumità pubblica o per l’igiene, una delibera condominale che impedisce di far alloggiare o circolare l’animale negli spazi comuni è priva di un supporto giuridico di legittimità e, quindi, facilmente opponibile davanti al giudice competente.
Il consiglio è di trovare un accordo conciliativo (come è sempre opportuno fare in casi di questo tipo!). Casi simili si risolvono facilmente. Bilanciando i diversi interessi delle parti. Si può fare un accordo (come si è già fatto nel caso di Ciro): la padrona si è impegnata a pulire l’ascensore dai peli e da eventuali sbavature di Ciro, e il condominio ha ritirato il “divieto di ascensore”.
Edgar Meyer
presidente Gaia Animali & Ambiente OdV

