Attenti al cane… Killer!

Attenti al cane… Killer!

di Edgar Meyer

“Cani killer”. “Belve feroci”. “Animali assassini”. Periodicamente si sentono queste definizioni del pitbull o di altre razze di cane simili: sembra che si appostino negli angoli bui nella notte per attaccare senza motivo e azzannare.

La verità è diversa. Nei bollettini dei pronto soccorso milanesi sono per lo più segnalate ferite da morso di cani di piccola o media taglia. I morsi di pitbull, cani corso e rottweiler tuttavia, per via di una diversa presa mascellare, non sono uguali a quelli di un barboncino. I terriers del tipo “bull” sono stati selezionati dall’uomo -stupidamente- per il combattimento e per la caccia ai nocivi. Dai molossoidi hanno acquisito una notevole presa mascellare e un coraggio non comune, dai terrier hanno ereditato l’aggressività e l’istinto predatorio. Cani assassini, allora? No secco. Semmai umani incapaci. I cani sono carte assorbenti, pronti a rispondere agli stimoli che ricevono. L’aggressività è frutto dell’ambiente e deriva da una frustrazione, ad esempio quando l’animale non ha abbastanza cibo o è maltrattato. Ci sono cani che vengono tenuti giorno e notte in stanze sporche e buie e nutriti in modo insufficiente: cosa accadrebbe a un essere umano nelle stesse condizioni? Il cane imprevedibile, insomma, non è che il frutto di un padrone incapace.

E qui sta il nodo. “Si prendono cani importanti per moda, per bellezza, perché sono protagonisti di uscite cinematografiche. E’ una forma mentis sbagliata”, spiega l’educatrice cinofila Michela Tapparello, titolare del centro milanese “Lingua canina”. “Chi si avvicina a un cane con attitudini importanti deve sapere con che tipo di animale ha a che fare. Non si possono acquistare superficialmente un cane lupo cecoslovacco o un pitbull: devi sapere che hanno bisogno di corretta educazione e di autorevolezza equilibrata”. Purtroppo sta succedendo. C’è chi li acquista non sapendo nulla di psicologia canina e senza la minima preparazione. Insomma: il problema parte sempre “dal guinzaglio in su”.

La scarsa conoscenza dei comportamenti animali e della maniera di avere a che fare con loro è la causa di alcune delle ultime tristi vicende. “C’è la necessità di una gestione attenta e responsabile degli animali domestici, specialmente in presenza di bambini o persone vulnerabili”, sostengono i veterinari di Fnovi – Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani. “I cani esprimono il loro stato emotivo attraverso il linguaggio del corpo, e solitamente episodi spiacevoli sono preceduti da segnali chiari. Per questo è importante conoscere a fondo il proprio cane e il suo modo di comunicare. Ignorare o non riconoscere segnali di stress o disagio è un grave errore”.

Il Comune di Milano (come altri Comuni dell’hinterland, da Peschiera Borromeo a Melegnano) prevede l’obbligo del patentino per quei proprietari di cani appartenenti ad alcune razze: american Bulldog, pastore maremmano / abruzzese, dogo argentino, fila brazileiro, pitbull, rottweiler, american staffordshire terrier, bull terrier, cane corso, cane lupo cecosolvacco e incroci derivanti da queste razze. Al termine del corso è previsto un test finale di verifica dell’apprendimento, superato il quale si riceve il patentino. Obiettivo: formare e responsabilizzare chi decide di accogliere un cane nella propria casa, anche indipendentemente dalla razza. Per prevenire incidenti dovuti all’incompetenza e all’improvvisazione nella gestione dei cani o, peggio ancora, ad intenti criminali.

“Non è accettabile che cani decisamente impegnativi siano gestiti da proprietari o detentori non abbastanza preparati”, conclude Tapparello. Animali “vittime” di riferimenti umani incapaci: canili e rifugi si stanno riempiendo di pitbull e rottweiler abbandonati da “padroni” pentiti per aver scelto sull’onda della moda un cane che si è rivelato un impegno e non un oggetto da esibire. Vittime due volte: malgestiti prima, abbandonati dopo.

Michela Tapparello

Box. Alcune regole fondamentali per prevenire incidenti:

Socializzazione precoce. Una socializzazione corretta nei primi mesi di vita del cane riduce il rischio di comportamenti anomali

Educazione dei proprietari. Una formazione adeguata (es. patentino) può prevenire molti problemi di incapacità di lettura del linguaggio canino

Mai lasciare un bambino da solo con un cane, indipendentemente dalla razza o dal carattere dell’animale

Educare i bambini al rispetto degli animali, insegnando il corretto approccio e la giusta maniera di interagire

Riconoscere i segnali di stress: la presenza di ringhi, postura rigida, coda bassa o orecchie all’indietro potrebbe indicare disagio, che a sua volta potrebbe portare il cane a reagire attaccando

Affidarsi a educatori cinofili esperti per prevenire eventuali comportamenti problematici.

Cani killer? No, “padroni” incapaci.

Immagine di copertina generata da “Artguru”

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